La voglia di fare

Circa 13 anni fa Giancarlo Bozzo, il papà (padre è troppo serio e autoritario e Gianca non è così) di Zelig, mi chiese di condurre il laboratorio territoriale di Zelig a Genova.

Col tempo ne divenni anche, caso unico, l'organizzatore e spostai il lab dai teatri ai locali fino ad approdare al Checkmate club che altro non era che il vecchio Instabile, per capirci quello di Tullio Solenghi, Franco e Mimmo, Beppe Grillo, Antonio Ricci, Roby Carletta, animato da Pierluigi De Lucchi che fra le altre cose si inventò "Loano Cabaret" storicamente il primo concorso per comici.

Giovanni "Johnny" Chirico insieme ai suoi soci di allora pensò che quella storia in qualche modo dovesse rivivere e il caso volle che Matteo Monforte ed io cercassimo una nuova casa per il Lab.

Ne seguirono anni di serate clamorose dove gli appuntamenti da bimestrali divennero presto settimanali e da quel gruppo vennero fuori persone e idee incredibili.

Mi chiamavano Capitano (in tempi non sospetti) ma purtroppo io stavo già naufragando.

Gli anni del Checkmate rimangono qualcosa di straordinario anzi, per dirla come Johnny, qualcosa che nessuno ci porterà mai via.

Io li ho legati al periodo più buio della mia vita e ne parlo malvolentieri ma sto cercando con tutto me stesso di separare le cose, di recuperare quella memoria e la persona che ero su quel palco e in quelle ore. Lì ero vivo mentre il resto di me moriva, lì mi sentivo un uomo straordinario conscio di fare qualcosa di importante e mi divertivo come un matto.

Quei giovani comici (Alcuni a dire il vero avevano la mia età o addirittura erano più vecchi) erano e resteranno per sempre i miei ragazzi, quando li vidi in TV a Zelig e in altre trasmissioni o fare serate dove andavano alla grande, piansi di gioia e l'elenco è davvero lungo.

Antonio Ornano, Maurizio Lastrico, Enzo Paci, Andrea Bottesini, Luca Bondino, Marco Ferrari, Simone Barbato, I Beoni (Andrea Carlini e Alessandro Squillace) e poi Stefano Lasagna, Mario Tarallo, e tanti altri che hanno fatto parte di quella storia.

Carlo Turati, Teo Guadalupi e Matteo Monforte erano gli autori ma più che altro amici che facevano parte della banda.

Ieri sera ho rivisto Johnny all'open mic dei Losers.

I losers sono un collettivo di giovani stand up e lui c'è spesso a vedere le serate perché alcuni di questi ragazzi in qualche modo sono figli suoi, lì c'è sempre anche Matteo a coordinare e bere birrette e io ci vado ogni volta che posso. Sono decisamente il più vecchio e mi chiamano Maestro ma forse solo per la somiglianza con Yoda. Io dico che non voglio che mi chiamino così ma in realtà è un balsamo per l'anima, non organizzo, non decido, non coordino, sono solo uno di loro anzi, un ospite e mi piace così.

Vivo anche un'altra grande esperienza che è Bruciabaracche con tanti amici e comici e alcuni vengono dal lab del Checkmate.

Quello che succede al Losers però è il germoglio di un seme che il qualche modo gettammo una decina di anni fa.

Oggi faccio pace con quella storia, oggi sono fiero di quello che ho fatto, oggi finalmente ho capito che le cose non erano legate fra loro.

C'era un Daniele che si uccideva lentamente perché non riusciva a tappare dei buchi dell'anima e c'era un Capitano Daniele Raco, cialtrone, fiero e dal cuore nobile. E oggi mi sento, grazie a questi ragazzi, nuovamente così.


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