È già nell'aria...

Si avvicina il Natale.

È li, dietro l'angolo, lo sento e ho paura.

Cominciano le discussioni sul dove passarlo e con chi, su cosa preparare, i regali da fare, a chi farli... "Solo i bambini, il Natale è per loro..." e poi ti trovi con otto sciarpe e venti paia di calze rosse perché dobbiamo spacchettare tutti qualcosa.

E mangiamo, cazzo se mangiamo. E discutiamo di tutto e con tutti, facciamo gli auguri a tutti anche a quelli che ci stanno sul cazzo perché è Natale e bisogna essere buoni, per forza, non c'è alternativa. Buoni per tre/quattro giorni, in fondo che ti costa? Non vorrai mica rovinare il Natale ai bambini?

Si avvicina, è lì dietro l'angolo e mi aspetta con il pandoro, l'insalata russa, le foto dei vostri cazzo di alberi e presepi, delle tavole imbandite, dei regali dei meme spiritosi su "Una poltrona per due", mi aspetta con "Il piccolo Lord" che mi fa piangere da quando ho memoria ma di cui ho bisogno come una droga, forse perché posso illudermi che anche un vecchio di merda possa diventare buono se messo vicino ad un bambino purché bianco, biondo e buonissimo ovviamente.

Mi aspetta con Gesù bambino e Babbo Natale anche se i miei sembrano usciti da un romanzo di Stephen King.

Mi aspetta con quelli che si vantano di essere il Grinch e di odiare il Natale.

Io non odio il Natale ma inevitabilmente ne sono travolto e sopraffatto, vengo spostato e pilotato per giorni, mangio brindo e sorrido senza controllo e senza pudore.

Sta arrivando, lo sento nell'aria. Ho paura.


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